Valle Seriana

VALLE SERIANA –

TESTIMONIANZE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE - TRASFORMAZIONE ECONOMICA- TURISMO E AMBIENTE –– IL RITORNO (parziale) DELLA FERROVIA - LA GENTE E I MOTIVI DI INTERESSE DA SCOPRIRE

Itinerario con individuazione di peculiarità paesaggistiche e culturali da scoprire

 

La valle Seriana deve ovviamente il proprio nome al fiume che l’attraversa, il Serio lungo circa 50 chilometri e lungo il quale è possibile trovare alcuni centri urbani di grande valore paesaggistico e culturale. La realizzazione recente di una pista ciclabile di circa trenta chilometri lungo i sedimi della vecchia ferrovia Bergamo-Clusone, consente di godere appieno della natura del fondovalle.

                

Il primo comune all’ingresso della Valle lungo il nostro itinerario è Torre Boldone, centro urbano che nonostante la forte crescita edilizia degli ultimi anni, conserva edifici di notevole pregio architettonico come villa Maffeis, villa Reich e villa Camozzi Vertova, tutte progettate dal bergamasco Simone Elia.

 

Proseguendo si incontra Alzano Lombardo, ricca di spunti turistici tra percorsi ciclabili (qui inizia la rinomata Ciclovia della Valle Seriana che arriva fino a Clusone) e testimonianze d’arte e storia come la Basilica di San Martino con le tre Sagrestie e il Museo d’Arte Sacra S. Martino, a cui si aggiunge Olera, piccolo borgo d’origine medioevale ancor’oggi molto ben conservato.

 

La cittadina di Nembro, dominata dal Santuario della Madonna dello Zuccarello, ha un centro storico su cui si affacciano numerose chiese impreziosite da affreschi dal 1400 al 1600 e la settecentesca chiesa Plebana. La “Casa Bonorandi”, invece, ospita il Museo delle Pietre Coti della Val Seriana, apprezzabile iniziativa di salvaguardia del patrimonio storico-culturale della comunità.

 

Albino, borgo medievale dalla vocazione agricola fin dall’ 892, vanta un patrimonio artistico risalente al XVI secolo come le opere del pittore Giovan Battista Moroni (La Crocefissione, La Trinità e lo stendardo della Visitazione). Tra le numerose chiese sparse nei dintorni spicca il santuario della Madonna della Gamba, che ricorda la miracolosa guarigione di una bambina avvenuta nel 1440. Interessante anche il “Museo della Torre”, espressione della civiltà contadina locale, allestito all’interno di Villa Regina Pacis.

 

Proseguendo lungo la provinciale sulla riva sinistra del fiume Serio si sviluppa la Val Gandino, caratterizzata da importanti centri industriali specializzati nella produzione tessile tra cui Leffe, Peia e ovviamente Gandino, antico borgo che in epoca medievale conobbe il proprio fulgore. A testimonianza di ciò è ancor oggi conservata nel palazzo del Salone della Valle la “pergamena dell’Emancipazione”, con la quale il popolo gandinese nel 1233 acquisiva la libertà dal vincolo dei doveri feudali. Nel centro storico del paese poi spicca, in tutta la sua bellezza, la basilica di Santa Maria Assunta, originalissima opera architettonica dove stili di epoche diverse (1200- 1400- 1600) si fondono a creare un armonioso insieme. Al suo interno sono custodite opere di grandi artisti come Andrea Fantoni e Giovan Battista Caniana.

 

Tornando sulla provinciale e proseguendo verso nord si incontra un’altra valle di straordinario valore paesaggistico: la Val Vertova, che presenta specie animali e vegetali endemiche mai segnalate altrove.

Partendo dal paese omonimo, Vertova, è possibile percorrere il primo tratto in auto ma per potervisi addentrare è necessario proseguire a piedi. Gli itinerari percorribili sono diversi ma è il tracciato principale ad esser considerato il più suggestivo: si sviluppa a lato del torrente che, alimentato da numerose sorgenti di cui la valletta è ricchissima, si snoda in numerose cascate e nelle cosiddette “marmitte dei giganti”, ovvero pozze d’acqua scavate nella roccia, un vero spettacolo della natura.

 

Proseguendo lungo la strada provinciale si arriva Gandino, da sempre importante centro di industrie tessili, oggi protagonista del progetto “Le Cinque Terre della ValGandino”, insieme ai paesi di Casnigo, Cazzano, Leffe e Peia, iniziativa condivisa avente come obiettivo il rilancio del territorio attraverso un’offerta turistico-commerciale che metta in luce tutte le bellezze del territorio, dalla cucina alla cultura al patrimonio naturalistico.

 

Proseguendo lungo la provinciale si supera il Ponte del Costone e si giunge a Ponte Nossa, dove l’edificio di maggior interesse è senza dubbio il santuario della Madonna delle Lacrime, detto anche di santa Maria Annunziata, considerato monumento nazionale.

Secondo la tradizione, il 2 giugno 1511, una pastorella del paese fissando il quadro, vide il volto di Maria mutare, aprire e chiudere gli occhi fino a lacrimare sangue unitamente ad una voce che le disse di chiamare anche gli altri abitanti al fine di far osservare a tutti quell’apparizione, nonché di far edificare una nuova chiesa.

Ma le curiosità della chiesa non finiscono qui: all’interno dell’edificio infatti è possibile ammirare un coccodrillo appeso al soffitto, la cui presenza è legata ad una duplice leggenda. Secondo una prima versione sarebbe stato un mercante, tale Monelli de' Ferrari, ad aver ucciso ed imbalsamato l’animale grazie alla forza datagli dalla Madonna a cui si era raccomandato.

La seconda leggenda invece racconta che anticamente a Ponte Nossa vi era un lago dove viveva "un gran lucertolone, che infastidiva i traghettatori". Un giorno una donna, che stava per essere inghiottita dalle fauci del mostro, implorò la protezione della Madonna e vide sopraggiungere un cacciatore che uccise l'animale, portandolo poi nella chiesa.

 

Superato l’abitato di Ponte Nossa si arriva al bivio del Ponte Selva: qui, se mantenendo la sinistra ci si addentra nell’alta Valle Seriana incontrando per prima il comune di Ardesio, centro commerciale che deve forse il suo nome alle cave di ardesia presenti in abbondanza nella zona. Anche qui, come in molti centri della valle, molto forte è la devozione religiosa: sorge infatti nel centro del paese il suo Santuario della Madonna delle Grazie.

 

Proseguendo si raggiunge Gromo, piccolo borgo medievale divenuto famoso in passato per la fiorente industria di produzione d’armi (che le valse anche il nome di “piccola Toledo”), è dal 2008 Gromo stato insignito della qualifica di Borgo Medievale e della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano

Valbondione. Le sue principali attrazioni sono indubbiamente i due castelli medievali rimasti inalterati attraverso i secoli.

 

L’ultimo paese dell’Alta Valle Seriana è Valbondione, alle cui spalle (direzione Nord) sorge l’arco delle Prealpi orobiche che divide geograficamente la provincia bergamasca da quella di Sondrio.

In questo contesto naturale è possibile assistere ad uno spettacolo di rara bellezza: le cascate del fiume Serio. Queste si sviluppano dal Lago del Barbellino, dove la centrale E.N.E.L. per cinque volte all'anno (sempre nel periodo estivo) libera l'acqua in quello che era il suo originale corso per un triplice salto di ben 315 metri, cosa che rende queste cascate le seconde più alte d’Italia.

 

Se invece di mantenere la sinistra al bivio del Ponte Selva si va a destra ci si dirige verso l’altopiano di Clusone, cittadina di origine medievale che conserva nel proprio centro storico numerose tracce del proprio passato: dalla Torre dell’Orologio, simbolo della città, che ancor oggi riporta i movimenti astrali, della terra, del sole e della luna con grande precisione.

Nella strada più alta è posta invece la monumentale basilica di Santa Maria Assunta, di forme settecentesche, il cui alto campanile è visibile da tutta la vallata. Accanto alla basilica sorge l'Oratorio dei Disciplni, noto per un affresco del XV secolo che ritrae il Trionfo della morte e una danza macabra di grande interesse culturale.

Lasciata Clusone, il primo paese che si incontra seguendo la provinciale è Rovetta, antico borgo anch’esso d’origine medievale che diede i natali ai Fantoni, famosa famiglia di intagliatori bergamaschi che in oltre tre secoli di attività ha lasciato tracce della propria arte in tutta Europa.

 

Proseguendo si giunge a Castione della Presolana, che con le frazioni di Bratto e Dorga, è oggi una delle località di villeggiatura più frequentate dell’alta Valle Seriana. Il paese offre infatti occasioni di svago quali lo sci- siamo ai piedi del comprensorio sciistico Presolana- monte Pora – e l’escursionismo per ogni esigenza: numerosi sono gli itinerari di facile percorrenza alla scoperta della natura e del territorio circostante, come per esempio la passeggiata che porta al salto degli sposi, uno sperone di roccia avvolto dalla leggenda di un amore sofferto. Non mancano però le opportunità per i più allenati che possono avventurarsi lungo sentieri più impervi, magari alla conquista della regina delle Orobie, la Presolana.

Si trovano però anche angoli d’interesse storico come il borgo di Rusio, da cui si parte alla scoperta della Valle dei Mulini.

 

Giunti al Passo della Presolana, a 1297 metri d’altitudine, la strada inizia a scendere fino alla sottostante Valle di Scalve. Qui si incontra Colere, antico paese conosciuto fin dall’epoca dei romani per le miniere di piombo, ferro e zinco, oggi frequentato principalmente per i suoi impianti sciistici.

In località Vilminore invece si trova il punto di partenza per l’escursione che conduce alla diga del Gleno, che per un errore di costruzione crollò nel 1923 causando la morte di oltre 500 persone e la distruzione dei paesi posti sotto la diga. Proseguendo l’escursione è possibile raggiungere il rifugio Tagliaferri a circa 2333 metri di altezza.

Cinque chilometri più a monte si incontra il comune di Schilpario, che offre anch’esso innumerevoli opportunità d’escursione alla portata di tutti. Di particolare interesse è il Museo Etnografico della Valle, allestito all’interno dell’ex mulino, che raccoglie testimonianze e oggetti d’epoca che raccontano la storia del paese.